L’inaugurazione Giovedì 22 Gennaio 2026, alle ore 17.30, in Via Parma 1 ad Alessandria

BOSCO COME PATIMONIO
Fotografie di Marco Introini
DAL 22 GENNAIO al 15 MARZO 2026
MUSEO CIVICO DI PALAZZO CUTTICA
ALESSANDRIA
Via Parma 1
Visitabile dal GIOVEDI’ ALLA DOMENICA
dalle ore 15.00 alle ore 19.00
PER INFORMAZIONI
serviziomusei.0222@asmcostrurieinsieme.it
Tel. 0131 234266 – cell 348 3373762 (durante gli orari d’apertura del museo)
Giovedì 22 Gennaio 2026, al Museo Civico di Palazzo Cuttica, in Via Parma 1 ad Alessandria, alle ore 17.30 avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Bosco come patrimonio”, esposizione di fotografie realizzate da Marco Introini, architetto e docente al Politecnico di Milano, una delle figure più autorevoli della fotografia documentarista contemporanea, riconosciuto tra i venti fotografi d’architettura più significativi dell’ultimo decennio.
Lo sguardo di Introini non è mai solo estetico, ma si configura come un rigoroso strumento di analisi territoriale che integra mappe e disegni per comprendere le trasformazioni dello spazio costruito.
Dalle campagne per il Ministero della Cultura sul modernismo lombardo ai successi internazionali come Warm Modernity (premiato con il RedDot Award 2016), la sua carriera attraversa paesaggi complessi: dagli scali ferroviari milanesi alle infrastrutture idriche dell’Arno e del Los Angeles River.
Introini è anche autore di diversi scatti che compongono la mostra “Ignazio Gardella. Progettare la Città” in corso alle Sale d’Arte di Alessandria. Sue, ad esempio, le immagini di alcuni particolari degli interni della Chiesa del Sanatorio di Alessandria, una delle opere più conosciute di Ignazio Gardella.
E’ continua la ricerca e l’indagine che Introini svolge sul rapporto tra monumenti, industria e natura, come testimoniano i lavori sul patrimonio boschivo: dall’alessandrino all’Appennino Ligure, da quelli nel comasco a ridosso del confine svizzero , fino ai boschi del versante meridionale dell’Aspromonte, queste sono le immagini della mostra che si aprirà a Palazzo Cuttica il prossimo giovedì e che raccontano un più ampio progetto, condotto dal fotografo, sull’importanza di questo prezioso patrimonio, così come spiega nell’introduzione all’esposizione.
BOSCO COME PATRIMONIO DI MARCO INTROINI
Lo sviluppo della nostra società si è fondato sin dal principio sull’utilizzo delle risorse naturali disponibili sul nostro pianeta, quali aria, acqua, suolo, risorse geologiche e organismi viventi. Proprio l’insieme di questi beni naturali costituisce ciò che viene definito come Capitale Naturale ed è il buono stato di questo capitale che garantisce il benessere sociale ed economico della nostra società.
Il concetto di economia è strettamente legato a quello di ecologia in quanto lo sviluppo sociale e il benessere collettivo dipendono dall’uso equilibrato delle risorse naturali e di tutti i servizi e beni da esse derivati.
Ne consegue che lo squilibrio tra i due porta all’indebolimento degli ecosistemi e dunque dei servizi ecosistemici ad essi legati. Dal punto di vista politico il fatto di non aver attribuito al Capitale Naturale un ruolo adeguato nei processi economici costituisce oggi un problema urgente e con certezza manca una consapevolezza e una cultura ecologica tali per cui l’idea di sviluppo sostenibile possa essere abbracciata a livello individuale e collettivo. La biodiversità è considerata come componente essenziale del Capitale Naturale per il suo valore intrinseco e le attività derivate. Le foreste costituiscono in questa visione la risorsa fondamentale per il benessere a livello globale, non solo presente ma soprattutto legato alle generazioni future: è nostro dovere garantirne la salvaguardia ed alimentarne la crescita.
In questo senso la consapevolezza e conoscenza collettiva riguardo a queste tematiche sono il punto di partenza per la comprensione del problema. Gli impatti dei cambiamenti climatici rendono la conservazione delle grandi aree naturali ancora più importante, poiché in esse sarà più elevata la probabilità di mantenere habitat idonei alle specie minacciate.
Sarà tuttavia necessario aumentare l’estensione degli habitat naturali per compensare le perdite causate dai cambiamenti climatici o dalle modificazioni operate dall’uomo.
Non è una differenza di estensione per cui si è scelto il termine bosco rispetto al termine foresta ma perché per bosco si intende un’estensione dove il controllo o l’intervento diretto o indiretto dell’uomo si fa presente. La cura dell’uomo e il suo valore/capitale naturale lo porta ad essere considerato patrimonio. Da queste due considerazione nasce la scelta del titolo di questo progetto fotografico di ricerca che si propone l’obiettivo attraverso la rappresentazione fotografica di farne prendere coscienza.
La mostra promossa e organizzata dalla Città di Alessandria e da ASM Costruire Insieme, si inserisce nell’ambito delle esposizioni dedicate alla fotografia d’autore, realizzate in questi ultimi anni dall’azienda culturale del Comune.
GIOVANNA CALVENZI SU MARCO INTROINI
Nel 2013, recensendo una mostra di Marco Introini alla Triennale Milano, avevo scritto: “Marco Introini è architetto. Per lui passare dal disegno con riga e squadra e dallo studio della prospettiva alla macchina fotografica è stata un’evoluzione naturale. La sua scelta linguistica è legata alla fotografia in bianco e nero, reminiscenza, forse, dei tanti disegni a china sui quali è cresciuto, ma anche perché – come sostiene – il bianco e nero si inserisce nella lunga tradizione della rappresentazione dell’architettura, ha in sé il dono della sintesi mentre “i colori molte volte sono come gli aggettivi in una frase: se sono troppi il messaggio che si vuole dare non ha la stessa forza”.
Una sintesi ancora efficace perché anni dopo Introini continua il suo esercizio impeccabile di narrazione di architetture e di città e continua a essere fedele a una visione in bianco e nero. Le città sono quasi sempre le vere
protagoniste delle sue immagini, ambienti prevalentemente urbani nei quali la presenza umana è solo un dettaglio, un elemento di una visione comunque più ampia e sempre dedicata allo spazio antropizzato.
Nato a Milano nel 1968 e figlio di Vittorio Introini, un noto architetto, si è laureato in architettura ma fotografia e disegno sono sempre stati i suoi preziosi strumenti di indagine. Oggi ha al suo attivo un importante numero di mostre, una ventina di libri pubblicati e insegna Tecniche della rappresentazione dello spazio presso il Politecnico di Milano e fotografia d’architettura presso il Centro di Formazione Professionale Riccardo Bauer.
Il centro della sua attenzione rimane sempre legato allo spazio urbano e tuttavia nel suo sito internet compare imprevedibilmente una voce “Mapping Woods” dove Introini presenta approfondite indagini sui boschi iniziate nel 2018 e ancora in corso.
“Bosco come Patrimonio” si inserisce in questa ampia ricerca dedicata ai problemi ambientali e all’impatto che i cambiamenti climatici hanno determinato e determineranno, affrontati con una profonda valenza civile e con la consueta raffinata ricerca di oggettività narrativa.
L’esposizione resterà aperta fino al prossimo 15 marzo 2026, visitabile dal giovedì alla domenica dalle ore 15 alle ore 19.
BIOGRAFIA MARCO INTROINI – www.marcointroini.net
Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, è fotografo documentarista specializzato in paesaggio e architettura. La sua attività si concentra sull’osservazione del territorio, della città e delle trasformazioni dello spazio costruito, utilizzando la fotografia come strumento di analisi e comprensione del paesaggio. La formazione da architetto lo ha portato a sviluppare un rigoroso sistema di ricerca visiva, basato sull’uso di mappe, disegni e strumenti iconografici che preparano e orientano ogni esplorazione fotografica.
Docente di Tecniche della rappresentazione dello spazio presso il Politecnico di Milano è stato incluso da Letizia Gagliardi, nel volume La misura dello spazio, tra i venti fotografi di architettura più significativi degli ultimi dieci anni.
Nel 2015 è stato incaricato dalla Regione Lombardia e dal Ministero per i Beni Culturali di documentare l’architettura lombarda dal dopoguerra a oggi. Nello stesso anno è stato invitato da OIGO (Osservatorio Internazionale sulle Grandi Opere) a realizzare la campagna fotografica sulla Calabria The Third Island.
Nel 2016 ha esposto Ritratti di Monumenti al Museo MA*GA di Gallarate e ha partecipato alla XXI Triennale di Milano con Warm Modernity — Indian Paradigm (a cura di Maddalena d’Alfonso), progetto accompagnato dall’omonima pubblicazione vincitrice del RedDot Award 2016.
Nel 2018 ha sviluppato diversi progetti territoriali: Mantova, architetture dal XII al XX secolo, esposto al Palazzo Ducale di Mantova; Ormea: segni del paesaggio, per Nasagonado Art Project (a cura di Emanuele Piccardo); Gli scali ferroviari di Milano, in collaborazione con Francesco Radino per la Fondazione AEM.
Nel 2019 è stato artista in residenza a Bocs Art Cosenza (a cura di Giacinto Di Pietrantonio) ed è stato invitato alla Biennale di Architettura di Pisa, curata da Alfonso Femia, per un progetto fotografico dedicato alle Repubbliche marinare. Nello stesso anno ha partecipato al programma ministeriale Percorsi di Architettura italiana del Novecento (MIBAC).
Nel 2021 ha lavorato a campagne sul patrimonio industriale di Lecco e sul patrimonio boschivo dell’alta valle del Tanaro; nel 2022 ha presentato il progetto La fiumara dell’Amendolea alla Biennale dello Stretto (curata da Alfonso Femia), con il quale ha avviato ulteriori ricerche su città italiane ed europee. Sempre nel 2022 ha documentato le architetture di Eduardo Souto de Moura per la mostra Architetture nella Storia al Palazzo della Ragione di Mantova.
Nel 2023 è stato invitato dal MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro al progetto INFOSFERA, dedicato al rapporto tra artisti, architetti e nuove narrazioni del paesaggio.
Nel 2024, con il progetto I luoghi del Ponte sullo Stretto, ha vinto il premio per la fotografia della Biennale dello Stretto; e nel 2025 è stato invitato a lavorare sul sistema di regolazione delle acque dell’Arno per la Biennale di Architettura di Pisa, e a lavorare sulle architetture di Galeazzo Alessi, architetto del Rinascimento.
Le sue opere sono conservate in importanti istituzioni: Fondazione MAXXI, MAN, CSAC, Museo MA*GA, Fondazione AEM, Veneranda Fabbrica del Duomo.
Ha al suo attivo numerose mostre e pubblicazioni; l’ultima è dedicata al Los Angeles River.
PRINCIPALI PUBBLICAZIONI
– L.A.R., Los Angeles River photo exploration, Snap Collective Publisher, 2024.
– Amendolea, testo di Alfonso Femia, Edizioni Quarantotto, 2023.
– Architecture for the Politecnico di Milano, University is city, a cura di F. Bucci, E. Faroldi, Silvana Editoriale, 2023.
– Palazzo dei Giureconsulti a Milano, a cura di Paolo Gasparoli ed Andrea Spiriti, Electa 2023.
– Arte Architettura Ironia, Giulio Romano a Palazzo Te, a cura di Ludovica Cappelletti, Ed. Tre Lune, 2021.
– Eduardo Souto de Moura, Architettura nella storia, a cura di Barbara Bogoni, Ed. Tre Lune, 2022.
– Milano Moderna, a cura di Fulvio Irace, con Gabriele Basilico, Filippo Romano, Paolo Rosselli, Giovanna Silva, ed. Sole 24 Ore, 2021.
– Ritratti di monumenti, testo Paolo Gasparoli, Altra linea editore, 2021.
– Di Roccia e di Acciaio, con Giacomo Albo, cura di Maddalena d’Alfonso, Lecco 2021
– Architetture al Politecnico di Milano, a cura di Federico Bucci, Emilio Faroldi, Silvana Editoriale, 2021.
– Los Angeles Instant landscape con Emanuele Piccardo, Plug_in ed., 2019.
– Architettura a Mantova, Dal Palazzo Ducale alla Cartiera Burgo, testi Luigi Spinelli, Silvana Editoriale, 2018.
– Gli Scali Ferroviari di Milano, oggi prima di domani, con Francesco Radino, Fondazione AEM, 2018.
– Padova e altri paesaggio, curato da Alessandro Tognon e Cinzia Simioni, testi di Alberto Ferlenga e Massimo Ferrari, il Poligrafo ed., 2018.
– Warm Modernity, testi Maddalena d’Alfonso, Silvana Edizioni, 2016.
– La chiesa di Vetro, testi Giulio Barazzetta, Electa 2016.
– The Third Island, ed.Planar books, 2015.
– Safety landscapes in Without Danger!, testo Federico Bucci, Compositori ed, 2013.
– Multan, Pakistan, the Walled City , testo Adalberto Del Bo, Silvana ed., 2012.
– Lafayette park, Detroit, testo Francesca Scotti, Libraccio ed., 2010.
– Alvaro Siza, due musei, testo Maddalena D’Alfonso, Electa ed., 2009.
– Shanghai, Colonial Heritage, testi di Federico Bucci e Francesco Zanot, Magnolia ed., 2008.
– Narni, Franco Maria Ricci ed., 2008.
– Architetti milanesi, tre generazioni, testi di Federico Bucci, Araba Fenice ed., 2008.
– Palazzo Stampa di Soncino, testo di Maria Cristina Loi, Skira., 2007.
– Franco Albini, zero gravity, a cura di Federico Bucci e Fulvio Irace, Electa ed., 2006.
– Paesaggio Analogico 05, Padova, Centro Nazionale di Fotografia ed., 2005
– Pietra di Langha, con Rosalia Filippetti, Gribaudo ed., 2004.
– Viabilità e Monumento, immagine di una provincia, Nicolini ed., 2002.
PRINIPALI MOSTRE
– Architetture d’Acqua dell’Arno pisano, per la Biennale di Architettura di Pisa, Pisa 2025.
– Milano Moderna Oggi, curata da Giovanna Calvenzi, Fondazione Ordine degli Architetti di Milano, 2025.
– Percorsi della Memoria, con Silvia Camporesi e Paolo Riolzi, curata da Luisa Bondoni, Fondazione Ordine degli Architetti Di Brescia, 2025.
– I Luoghi del Ponte sullo Stretto, per La Biennale dello Stretto, Reggio Calabria e Messina, 2024.
– I luoghi di Carlo Emilio Gadda, in Cantiere di Gadda, Politecnico di Milano, 2024.
– Restauri a Milano. Dalla basilica di Sant’Ambrogio alla Torre Velasca, Galleria San Fedele, Milano 2024.
– Marco Introini, il modernismo milanese, Galleria Corridoio 11, Milano, 2024.
– INFOSFERA, Museo d’arte MAN, Nuoro, 2023.
– La fiumara dell’Amendolea, per La Biennale dello Stretto, Reggio Calabria e Messina, 2022.
– Eduardo Souto de Moura, Architettura nella storia, Palazzo della Ragione, Mantova, 2022.
– Nel bosco, con Emanuele Piccardo, Reggia di Casotto, Garessio, 2021
– Le repubbliche marinare, per la Biennale di Pisa curata da Alfonso Femia, Pisa; 2019.
– Los Angeles River in Los Angeles Instant landscape con Emanuele Piccardo, Galleria Expowall, Milano,2019
– Padova e altri paesaggio, a cura di Alessandro Tognon e Cinzia Simioni, Palazzo della Gran Guardia, Padova, 2018.
– Gli Scali Ferroviari di Milano, oggi prima di domani, con Francesco Radino, a cura di Fabrizio Trisoglio, Casa dell’Energia A2A, Milano, 2018.
– Architetture a Mantova, Imago urbis, a cura di Marco introinie Gigi Spinelli Palazzo Ducale di Mantova, 2018.
– Ormea segni del paesaggio, a cura di Emanuele Piccardo Ormae, Cuneo, 2018.
– Sabbioneta e Charleville, città ideali dei Gonzaga, Palazzo Ducale di Mantova, 2017.
– Verso il Mediterraneo, curatela E. Giorgi e A. Ottomanelli, con A. Botto, G. Cambiaggi, M. Errichiello e F. Menichetti, A. Martin, M. Montagna, A. Perna, F. Romano, M. Ruvidotti, F. Stelitano, G. Ticozzi e dall’archivio MAXXI O. Barbieri, G. Basilico, M. Cresci, presso Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli, Roma, 2016.
– Warm Modernity, curatela Maddalena d’Alfonso, XXI Triennale di Milano, 2016.
– Aulae/Halls,Buildings for studying, XXI Triennale di Milano, curatela Roberto Dulio e Cassandra Cozza, Politecnico di Milano, 2016.
– Ritratti di Monumenti, Museo d’Arte Moderna MA*GA, Gallarate, 2016.
– Chicago, Detroit, New York, SP3 Galleria, Treviso, 2015.
– Lecco_acqua montagna industria, Triennale di Milano, Lecco,2015.
– The Third Island, a cura di A. Ottomanelli, con: A. Botto, G. Cambiaggi, M. Introini, A. Martin, M. Montagna, A. Ottomanelli, M. Errichiello + F. Menichetti (PanAut Collective), A. Perna, F. Romano, M. Ruvidotti, F. Stelitano, G. Ticozzi, Triennale di Milano, 2015.
– Milano Illuminista, Fondo Malerba per la Fotografia, Milano, 2015.
– Architettura Sintattica, Padiglione Architettura, Grattacielo Pirelli, Milano, 2015.
– Interni monumentali , Casa del Mantegna, Mantova.
– in SENZA PERICOLO!, curata da Federico Bucci, Paesaggi della sicurezza,Triennale di Milano, 2015.
– A tale from The Walled City, Multan, Pakistan, per l’inaugurazione del PIRC (PAKISTAN-ITALIAN RESOURCE CENTRE) Pakistan, 2012.
– Viaggi In Scozia con Gabriele Basilico, Galleria Bel Vedere, Milano, 2013.
– Alvaro Siza, curatela da Maddalena d’Alfonso, Politecnico di Milano, 2013.
– Lafayette park, Detroit, IIT, curatela Adalberto Del Bo e Francesca Scotti, Illinois Institute of Technology, Chicago, 2012
– Industria ed Architettura, la sorpresa del farmaceutico ticinese, Museo D’arte di Mendrisio, Swiss, 2011.
– Alvaro Siza, due musei, curatore Maddalena d’Alfonso, Museo d’Arte, La Spezia, 2010.
– Expo dopo Expo, con Gabriele Basilico, Claudio Gobbi, Maurizio Montagna, Claudio Sabatino;Triennale di Milano, Milano, 2009.
– Shanghai, Cina coloniale, Galleria Manzoni, Bergamo, 2008.
– Oltre il Paesaggio, con Gabriele Basilico, Riccardo Bucci, Luca Casonato, Luigi Gariglio, Claudio Gobbi, Stefano Graziani, Maurizio Montagna, Claudio Sabatino; Fondazione Ragghianti, Lucca, 2007.
– Zero Gravity. Franco Albini, Costruire le modernità, curatela Fulvio Irace e Federico Bucci, Triennale, Milano, 2006.
– Viabilità e Monumento, immagine di una provincia, Villa Panza, Varese 2002.