PROROGATE FINO AL 6 APRILE 2026 LE MOSTRE “IGNAZIO GARDELLA-PROGETTARE LA CITTÀ” E “BOSCO COME PATRIMONIO-FOTOGRAFIE DI MARCO INTROINI”

Eventi Palazzo Cuttica, Eventi Sale d'Arte, Notizie    0 Commenti     19/03/2026

Le esposizioni saranno aperte al pubblico, già a partire da questo fine settimana (20_22_marzo 2026),  dal venerdì alla domenica, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 , compresi i pomeriggi di Pasqua e Pasquetta (domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 sempre dalle ore 15.00 alle ore 19.00)

 

Il Consiglio di Amministrazione di ASM Costruire Insieme, Azienda della Città di Alessandria, ha deciso di prorogare  fino al 6 aprile 2026  la mostra “Ignazio Gardella – Progettare la Città”, a cura di Emanuele Piccardo, allestita alle Sale d’Arte di Via Machiavelli 13, e l’esposizione “Bosco come patrimonio”,  fotografie di Marco Introini, allestita al Museo Civico di Palazzo Cuttica, di Via Parma .

Le esposizioni saranno aperte al pubblico, già a partire da questo fine settimana (20_22_marzo 2026),  dal venerdì alla domenica, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 , compresi i pomeriggi di Pasqua e Pasquetta (domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 sempre dalle ore 15.00 alle ore 19.00)

L’esposizione dedicata a Ignazio Gardella, realizzata in occasione dei 120 anni dalla sua nascita, è un omaggio della Città ad uno dei più importanti protagonisti dell’architettura italiana del Novecento.

Curata da Emanuele Piccardo – critico, storico dell’architettura e fotografo – la mostra nasce dalla sinergia tra il Comune di Alessandria, ASM Costruire Insieme, l’Archivio Storico Gardella e l’associazione culturale plug_in e si avvale anche della collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Alessandria, Ance Alessandria e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, a testimonianza del forte legame tra Gardella e il territorio alessandrino, dove l’architetto ha lasciato significative tracce del suo pensiero progettuale. 

In mostra sono presentati  diciassette progetti firmati da Ignazio Gardella tra Alessandria, Milano, Genova e Venezia attraverso documenti originali, fotografie, disegni e schizzi, insieme a una campagna fotografica realizzata appositamente per la mostra da Marco Introini ed Emanuele Piccardo, a cui si affiancano alcune fotografie storiche di Gabriele Basilico.

L’obiettivo è mostrare la capacità dell’architetto milanese di “progettare la città” attraverso architetture pensate come frammenti urbani in dialogo con il tessuto esistente. Un momento fondamentale anche per l’evoluzione dei successivi progetti gardelliani.  La mostra Ignazio Gardella. Progettare la città si articola in tre parti principali.

La prima sezione è dedicata ai progetti realizzati ad Alessandria, che testimoniano il profondo legame dell’architetto con la città e il suo ruolo di laboratorio progettuale. A partire da due capolavori che hanno cambiato il razionalismo italiano: il Dispensario Antitubercolare (1933-1938) e la Casa per Impiegati Borsalino (1948-1952), esempi fondamentali che dimostrano, per il linguaggio architettonico usato, quanto la città di Alessandria sia stata importante nello sviluppo dei progetti futuri in Lombardia, Liguria e Veneto. Il racconto prosegue con altre importanti architetture alessandrine dal Sanatorio Vittorio Emanuele III (1928-1938) alla Chiesa del Sanatorio (1929-1934), dal Laboratorio di Igiene e Profilassi (1933-1938), fino al Padiglione Pediatrico Ospedale Infantile Cesare Arrigo (1954-1957), alla Taglieria del pelo Borsalino (1949-1956) e all’Istituto Tecnico Industriale A. Volta (1959-1967).

La seconda sezione esplora i progetti in cui Gardella sviluppa e rielabora la “lezione di Alessandria integrando quei principi in contesti diversi: l’INA-Casa (1951-1956) e la Chiesa a Cesate (1954-1963), la Chiesa di Sant’Enrico a San Donato Milanese (1962-1966), la Casa ai Giardini d’Ercole a Milano (1949 -1954), la Casa Cicogna a Venezia (1953-1958), il Piano Particolareggiato di San Donato e San Silvestro (1969-1976), e la Facoltà di Architettura di Genova (1975-1989). 

La terza sezione presenta l’esito del progetto “Un giardino per Ignazio Gardella”, svolto dalle studentesse e dagli studenti del Laboratorio di Progettazione 2A del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova, nel corso tenuto lo scorso semestre da Emanuele Piccardo, e dedicato al progetto di un’area prospiciente l’architettura gardelliana della Facoltà di Architettura di Genova.

La mostra non sarebbe stata possibile senza l’indispensabile collaborazione dell’Archivio Storico Gardella, detentore dei documenti, delle lettere, delle interviste, dei materiali dei progetti ed anche del Centro Studi Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma che conserva il fondo Gardella. 

In questi mesi di esposizione (la mostra si è aperta nel dicembre scorso)  sono state anche realizzate in Alessandria delle visite guidate alle opere di Ignazio Gardella,  particolarmente apprezzate dal pubblico, così come la stessa mostra espositiva che si potrà ancora visitare fino al 6 aprile, lunedì di Pasquetta.

E sempre fino al 6 aprile sarà anche visitabile, già a partire da questo fine settimana (20_22_marzo 2026), dal venerdì alla domenica, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 , compresi i pomeriggi di Pasqua e Pasquetta (domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 sempre dalle ore 15.00 alle ore 19.00) la mostra  “Bosco come Patrimonio ”, esposizione di fotografie realizzate da Marco Introini, architetto e docente al Politecnico di Milano, una delle figure più autorevoli della fotografia documentarista contemporanea, riconosciuto tra i venti fotografi d’architettura più significativi dell’ultimo decennio.

La mostra allestita al Museo Civico di Palazzo Cuttica in Via Parma 1 ad Alessandria, è frutto della continua ricerca e indagine che Introini svolge sul rapporto tra monumenti, industria e natura, come testimoniano i lavori sul patrimonio boschivo:  dall’alessandrino all’Appennino Ligure, da quelli nel comasco a ridosso del confine svizzero, fino ai boschi del versante meridionale dell’Aspromonte, queste sono le immagini della mostra che raccontano un più ampio progetto, condotto dal fotografo, sull’importanza di questo prezioso patrimonio.

Come Introini spiega nell’introduzione alla mostra “Lo sviluppo della nostra società si è fondato sin dal principio sull’utilizzo delle risorse naturali disponibili sul nostro pianeta. Proprio l’insieme di questi beni naturali costituisce ciò che viene definito come Capitale Naturale ed è il buono stato di questo capitale che garantisce il benessere sociale ed economico della nostra società.

Il concetto di economia è strettamente legato a quello di ecologia in quanto lo sviluppo sociale e il benessere collettivo dipendono dall’uso equilibrato delle risorse naturali e di tutti i servizi e beni da esse derivati. Lo squilibrio tra i due porta all’indebolimento degli ecosistemi e dunque dei servizi ecosistemici ad essi legati. Dal punto di vista politico il fatto di non aver attribuito al Capitale Naturale un ruolo adeguato nei processi economici costituisce oggi un problema urgente e con certezza manca una consapevolezza e una cultura ecologica tali per cui l’idea di sviluppo sostenibile possa essere abbracciata a livello individuale e collettivo.

Le foreste costituiscono in questa visione la risorsa fondamentale per il benessere a livello globale, non solo presente ma soprattutto legato alle generazioni future: è nostro dovere garantirne la salvaguardia ed alimentarne la crescita.

Non è una differenza di estensione per cui si è scelto il termine bosco rispetto al termine foresta ma perché per bosco si intende un’estensione dove il controllo o lintervento diretto o indiretto dell’uomo si fa presente. La cura dell’uomo e il suo valore/capitale naturale lo porta ad essere considerato patrimonio. Da queste considerazioni nasce la scelta del titolo di questo progetto fotografico di ricerca che si propone l’obiettivo attraverso la rappresentazione fotografica di farne prendere coscienza.”

Le fotografie in bianco e nero di Marco Introini dei boschi di varie regioni italiane sono state oggetto di interesse da parte del pubblico, la proroga dell’apertura della mostra intende offrire  ad altri visitatori la possibilità di comprendere attraverso gli scatti fotografici l’importanza del più ampio progetto, condotto dal fotografo, sull’importanza di questo prezioso patrimonio.

 

Per Informazioni:

SERVIZIO MUSEI ASM COSTRUIRE INSIEME
serviziomusei.0222@asmcostruireinsieme.it
www.asmcostruireinsieme.it

 

 

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